1. Anche se è vero che la vita del monaco deve avere sempre un carattere quaresimale, 2. visto che questa virtù è soltanto di pochi, insistiamo particolarmente perché almeno durante
Il lavoro quotidiano dà ritmo e stabilità alla giornata, trasformando compiti semplici in disciplina, responsabilità e servizio. La costanza conta più dell’intensità: organizzazione, priorità e attenzione ai dettagli riducono stress e dispersione. Quando il lavoro è vissuto con presenza e senso, diventa anche crescita personale e contributo concreto al bene comune.
10. Dal 14 settembre, poi, fino al principio della Quaresima, si applichino allo studio fino alle 9, 11. quando celebreranno l’ora di Terza, dopo la quale tutti saranno impegnati nei
1. L’ozio è nemico dell’anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio. 2. Quindi pensiamo di
Il segnale per l’Ufficio divino scandisce la vita comunitaria e richiama tutti alla preghiera nello stesso momento. Che sia una campana, un rintocco o un avviso concordato, serve a interrompere le attività, favorire il raccoglimento e mantenere ordine e puntualità. Un segnale chiaro e rispettato rafforza l’unità, riduce distrazioni e rende più naturale il passaggio dal lavoro al silenzio e alla liturgia.
1. Se, mentre è impegnato in un qualsiasi lavoro in cucina, in dispensa, nel proprio servizio, nel forno, nell’orto, in qualche attività o si trova in un altro luogo qualunque,
La riparazione per gli errori serve a ristabilire ordine, fiducia e pace nella vita quotidiana e comunitaria. Passa dal riconoscere l’errore senza giustificazioni, chiedere scusa con sincerità e compiere un gesto concreto di correzione o restituzione. Una riparazione fatta bene non umilia, ma educa: trasforma lo sbaglio in responsabilità, previene ripetizioni e rafforza il rispetto reciproco.
1. Il monaco che per colpe gravi è stato escluso dal coro e della mensa comune, al termine dell’Ufficio divino si prostri in silenzio davanti alla porta del coro, 2.
13. Per quanto riguarda il refettorio, chi non arriva prima del versetto in modo che tutti uniti dicano il versetto stesso, preghino e poi siedano insieme a mensa, 14. se
1. All’ora dell’Ufficio divino, appena si sente il segnale, lasciato tutto quello che si ha tra le mani, si accorra con la massima sollecitudine, 2. ma nello stesso tempo con