1. Alla porta del monastero sia destinato un monaco anziano e assennato, che sappia ricevere e riportare le commissioni e sia abbastanza maturo da non disperdersi, andando in giro a destra e a sinistra.
2. Questo portinaio deve avere la sua residenza presso la porta, in modo che le persone che arrivano trovino sempre un monaco pronto a rispondere.
3. Quindi, appena qualcuno bussa o un povero chiede la carità, risponda: “Deo gratias!” Oppure: “Benedicite!”
4. e con tutta la delicatezza che ispira il timor di Dio venga incontro alle richieste del nuovo arrivato, dimostrando una grande premura e un’ardente carità.
5. Lo stesso portinaio, se ha bisogno di aiuto, sia coadiuvato da un fratello più giovane.
6. Il monastero, poi, dev’essere possibilmente organizzato in modo che al suo interno si trovi tutto l’occorrente, ossia l’acqua, il mulino, l’orto e i vari laboratori,
7. per togliere ai monaci ogni necessità di girellare fuori, il che non giova affatto alle loro anime.
8. Infine vogliamo che questa Regola sia letta spesso in comunità, perché nessuno possa giustificarsi con il pretesto dell’ignoranza.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

24 aprile

24 agosto

24 dicembre

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