1. Ciascun monaco dorma in un letto proprio
2. e ne riceva la fornitura conforme alle consuetudini monastiche e secondo quanto disporrà l’abate.
3. Se è possibile dormano tutti nello stesso locale, ma se il numero rilevante non lo permette, riposino a dieci o venti per ambiente insieme con gli anziani incaricati della sorveglianza.
4. Nel dormitorio rimanga sempre accesa una lampada fino al mattino.
5. Dormano vestiti, con ai fianchi semplici cinture o corde, senza portare coltelli appesi al lato mentre riposano, per non ferirsi nel sonno.
6. Così i monaci siano sempre pronti e, appena dato il segnale, alzandosi senza indugio si affrettino a prevenirsi vicendevolmente per l’Ufficio divino, ma sempre con la massima gravità e modestia.
7. I più giovani non abbiano i letti vicini, ma alternati con quelli dei più anziani.
8. Quando poi si alzano per l’Ufficio divino, si esortino garbatamente a vicenda per prevenire le scuse degli assonnati.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

27 febbraio (28)

29 giugno

29 ottobre

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