Un’insegnante di pianoforte, nel libro di Dale Carnagie, raccontò di come aveva risolto un problema che gli insegnanti di piano spesso hanno con le ragazze: le loro unghie eccezionalmente lunghe, che costituiscono un serio handicap per chiunque voglia suonare il pianoforte.

L’insegnante, ci racconta: “Sapevo che le unghie lunghe della mia allieva erano un ostacolo a suonare bene il piano. Durante le discussioni, prima che iniziassero le lezioni con me, non le feci cenno di questo problema, Non volevo scoraggiarla e del resto immaginavo che avrebbe voluto perdere quel che le dava così grande orgoglio: aveva infatti grande cura delle sue unghie che le stavano per la verità molto bene. Dopo la prima lezione, quando pensai che fosse venuto il momento, cominciai:

“hai delle mani bellissime e delle unghie molto curate.

PERÒ,

se vuoi suonare il piano come sei capace di fare, non hai idea di quanto sarebbe più semplice se ti tagliassi un po’ le unghie. Pensaci su, d’accordo?”

Lei fece una faccia offesa. Parlai anche a sua madre, premettendo che le unghie della figlia erano bellissime. Altra reazione negativa. Era ovvio che le unghie, così ben curate, erano una specie di vanto di famiglia. La settimana dopo tornò per la seconda lezione. Con mia grande sorpresa le unghie erano più corte. Mi congratulai e la lodai per aver fatto un tale sacrificio. Ringraziai anche sua madre, pensando che avesse influenzato la figlia nella decisione. Lei rispose:

“Oh, io non ho fatto niente. È stata lei a decidere ed è la prima volta che taglia le unghie”.

L’insegnante aggredì forse l’allieva dichiarando che rifiutava di insegnare a sua studentessa con le unghie lunghe? Niente affatto. Lasciò che fosse la sua allieva a rendersi conto che le unghie erano esteticamente belle e sarebbe stato un sacrificio tagliarle.

Il messaggio implicito era: “Ti capisco, so che NON è facile, MA migliorerà la tua resa musicale”.

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