Il contrario della parola “giudizio” per Te

Il contrario della parola “giudizio” per Te

Diversi anni fa ho incontrato il missionario “Marco Roberto Bertoli” e quello che lui ha fatto per noi è stato qualcosa di unico; avvicinarci alla realtà brasiliana dei bambini di strada abbandonati.

Andai a trovarlo in Brasile e lui mi accolse come un suo fratello alla stessa maniera in cui accoglierebbe anche te che stai leggendo adesso.

Un giorno mi racconta una storia. La storia di due ragazzi sbandati che erano venuti a chiedere di essere ospitati nella missione, dove si servono più di millecinquecento pasti e dove, nonostante tutti gli sforzi, è difficile accogliere altri ragazzi e bambini anche per probelmi economici.

Questi due ragazzi erano noti per le loro azioni criminali e il sospetto che fossero li con intenzioni poco nobili, il missionario, le aveva percepite.

Tuttavia, davanti a una scultura del crocefisso nell’ufficio di Roberto, uno dei due ragazzi si inginocchiò: meravigliato disse: “è bellissimo”.

Davanti a questo fatto Roberto mi chiese:

“dovevo decidere se giudicarlo o accoglierlo: tu cosa avresti fatto?”

Per questo motivo vorrei che tu mi stupissi cercando dentro di te la parola opposta di giudizio. Scrivila e mandamela. Farai parte anche tu della cultura dell’accoglienza.

Contrario di "Giudizio"?

6 + 8 =

Puoi scoprire che guardando la realtà con occhi diversi avrai un giudizio diverso.

Quando solo per un attimo ti metti nei panni della persona che stai iniziando a giudicare, con la sua esperienza, con la sua storia, con i suoi limiti e le sue cellule, allora ti dai subito una risposta e sai che tu avresti fatto peggio. Grazie.

Chiedo sempre alle persone di immaginare come sarebbe la loro vita se non giudicassero gli altri. Qual è per voi l’opposto della parola “Giudizio”?

Mi rispondono: Non giudizio. Ma lo sapere che per l’inconscio la parola “non” non esiste?

Lista di parole raccolte:

Inviami la parola contraria di giudizio per Te e la metterò qui sotto.

Promozione

Disobbedienza

Accoglienza

Libertà di pensiero

Considerazione

Assenteismo

Sbaglio

Astensione

Pazzia

Disinteresse

Considerazione

Equilibrio

Equidistanza

Indifferenza

Rispetto

Osservare

Assolvere

Comprensione

Indifferenza

Neutrale

Accogliere

Insieme

Perdono

Consiglio

Astensione

Parere

Ignoranza

Accettazione

Essere

Condividere

Amore

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Vi siete mai chiesti quando Vi stanno manipolando? Usano l’ipnosi? Come funziona la conversAzione Ipnotica ConVincente?

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“La comunicazione di successo non è altro che ipnosi”

Milton H. Erickson

L’ipnosi non esiste. Esiste solo l’autoipnosi.

bubbos

 

Ho cambiato di frequente il titolo di questo corso. Questo corso avrebbe potuto chiamarsi:

Come far fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te. Ipnosi conversazionale. Ipnosi ConVincente per vendere. L’arte dell’Ipnosi. Ipnosi per Vincere. Vincere e convincere. Comunicazione Ipnotica. Comunicazione ipnotica per vendere e venderSi. Ipnosi in azienda.

Fondamentalmente il corso è composto da tre moduli principali:

  • Attrarre l’attenzione – Fammi il filo
  • Bypassare la mente conscia – le tecniche per negoziare con la mente conscia
  • Stimolare l’inconscio – Tecniche della mente

Preiscrizione

Formazione:

da 8 a 16 ore

Pratica in strada

Una serata di fantasia a Clusone con Nuvola e Oreste

Una serata di fantasia a Clusone con Nuvola e Oreste

Sarà un sabato all’insegna del divertimento dove i bambini saranno i veri protagonisti.

Gian Battista Gualdi e Oreste Castagna organizzano eventi teatrali.

Domani, 24 Agosto 2019, si esibiranno sul palco A Clusone a partire dalle 16:30 in Piazza della Rocca (sotto i portici di Piazza Orologio in caso di maltempo) per dare ai bambini la possibilità di avvicinarsi al mondo dell’arte e dello spettacolo in maniera semplice e intrigante.

Ad allietare il pomeriggio un simpatico artista di strada incanterà tutto il pubblico con delle particolari bolle.

Gian Battista e Oreste sono due artisti affermati, organizzano e progettano formazione per aziende ed enti pubblici, realizzando giornate di approfondimento formativo con i manager e le loro famiglie, attraverso il team building e gli eventi teatrali.

6 + 7 =

Il principe mago. Principesse, isole e Dio.

Il principe mago. Principesse, isole e Dio.

C’era una volta un giovane principe che credeva in tutte le cose tranne che in tre.

Non credeva nelle principesse, non credeva nelle isole, non credeva in Dio. Il re suo padre gli diceva che queste cose non esi­stevano. Siccome nei domini paterni non vi erano né principesse né isole né alcun segno di Dio, il principe credeva al padre.

Ma un bel giorno il principe lasciò il palazzo reale e giunse al paese vicino. Quivi, con sua grande meraviglia, da ogni punto della costa vide delle isole e, su queste isole, strane e inquietanti creature cui non si arrischiò di dare un nome. Stava cercando un battello, quando lungo la spiaggia gli si avvicinò un uomo in abito da sera, di gran gala.

“Sono vere isole, quelle?”, chiese il giovane principe.

“Certo, sono vere isole”, rispose l’uomo in abito da sera.

“E quelle strane e inquietanti creature?”.

“Sono tutte genuine e autentiche principesse”.

“Ma allora anche Dio deve esistere! “, gridò il principe.

“Sono io Dio”, rispose l’uomo in abito da sera con un inchino.

Il giovane principe tornò a casa al più presto.

“Eccoti dunque di ritorno”, disse il re, suo padre.

“Ho visto le isole, ho visto le principesse, ho visto Dio”, disse il principe in tono di rimprovero.

Il re rimase impassibile.

“Non esistono né vere isole né vere principesse né un vero Dio”.

“Ma è ciò che ho visto! “.

“Dimmi com’era vestito Dio”.

“Dio era in abito da sera, di gala”.

“Portava le maniche della giacca rimboccate?”.

Il principe ricordava che erano rimboccate. Il re rise.

“È la divisa del mago. Sei stato ingannato”.

A queste parole il principe tornò nel paese vicino e si recò alla stessa spiaggia dove s’imbattè di nuovo nell’uomo in abito da sera.

“Il re mio padre mi ha detto chi sei”, disse il principe indignato. “L’altra volta mi hai ingannato, ma non m’ingannerai ancora. Ora so che quelle non sono vere isole né vere principesse, perché tu sei un mago”.

L’uomo della spiaggia sorrise.

“Sei tu che t’inganni, ragazzo mio. Nel regno di tuo padre vi sono molte isole e molte principesse. Ma tu sei sotto l’incantesimo di tuo padre e non le puoi vedere”.

Il principe tornò a casa pensieroso. Quando vide il padre, lo fissò negli occhi.

“Padre, è vero che tu non sei un vero re, ma solo un mago?”.

Il re sorrise e si rimboccò le maniche.

“Sì, figlio mio, sono solo un mago”.

“Allora l’uomo della spiaggia era Dio”.

“L’uomo della spiaggia era un altro mago”.

“Devo sapere la verità, la verità dietro la magia”.

“Non vi è alcuna verità, dietro la magia”, disse il re.

Il principe era in preda alla tristezza. Disse: “Mi ucciderò”.

Il re, per magia, fece comparire la morte. Dalla porta la morte fece un cenno al principe. Il principe rabbrividì. Ricordò le isole belle ma irreali e le belle ma irreali principesse.

“Va bene”, disse, “riesco a sopportarlo”.

“Vedi, figlio mio”, disse il re, “adesso anche tu stai diventando un mago”.

Da  The magus, di   John Fowles, Dell Publishing Co., Inc.,pp. -499-500.