Capitolo LVIII – Norme per l’accettazione dei fratelli – 1, 16

Capitolo LVIII – Norme per l’accettazione dei fratelli – 1, 16

1. Quando si presenta un aspirante alla vita monastica, non bisogna accettarlo con troppa facilità,
2. ma, come dice l’Apostolo: “Provate gli spiriti per vedere se vengono da Dio”.
3. Quindi, se insiste per entrare e per tre o quattro giorni dimostra di saper sopportare con pazienza i rifiuti poco lusinghieri e tutte le altre difficoltà opposte al suo ingresso, perseverando nella sua richiesta,
4. sia pure accolto e ospitato per qualche giorno nella foresteria.
5. Ma poi si trasferisca nel locale destinato ai novizi, perché vi ricevano la loro formazione, vi mangino e vi dormano.
6. Ad essi venga inoltre preposto un monaco anziano, capace di conquistare le anime, con l’incarico di osservarli molto attentamente.
7. In primo luogo bisogna accertarsi se il novizio cerca veramente Dio, se ama l’Ufficio divino, l’obbedienza e persino le inevitabili contrarietà della vita comune.
8. Gli si prospetti tutta la durezza e l’asperità del cammino che conduce a Dio.
9. Se darà sicure prove di voler perseverare nella sua stabilità, dopo due mesi gli si legga per intero questa Regola
10. e gli si dica: “Ecco la legge sotto la quale vuoi militare; se ti senti di poterla osservare, entra; altrimenti, va’ pure via liberamente”.
11. Se persisterà ancora nel suo proposito, sia ricondotto nel suddetto locale dei novizi e si metta la sua pazienza alla prova in tutti i modi possibili.
12. Passati sei mesi, gli si legga di nuovo la Regola, perché prenda coscienza dell’impegno che sta per assumersi.
13. E se continua a perseverare, dopo altri quattro mesi, gli si legga ancora una volta la stessa Regola.
14. Se allora, dopo aver seriamente riflettuto, prometterà di essere fedele in tutto e di obbedire a ogni comando, sia pure accolto nella comunità,
15. ma sappia che anche l’autorità della Regola gli vieta da quel giorno di uscire dal monastero
16. e di sottrarsi al giogo della disciplina monastica che, in una così prolungata deliberazione, ha avuto la possibilità di accettare o rifiutare liberamente.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

11 aprile

11 agosto

11 dicembre

Capitolo LVII – I monaci che praticano un’arte o un mestiere – 1, 9

Capitolo LVII – I monaci che praticano un’arte o un mestiere – 1, 9

1. Se in monastero ci sono dei fratelli esperti in un’arte o in un mestiere, li esercitino con la massima umiltà, purché l’abate lo permetta.
2. Ma se qualcuno di loro monta in superbia, perché gli sembra di portare qualche utile al monastero,
3. sia tolto dal suo lavoro e non gli sia più concesso di occuparsene, a meno che rientri in se stesso, umiliandosi, e l’abate non glielo permetta di nuovo.
4. Se poi si deve vendere qualche prodotto del lavoro di questi monaci, coloro, che sono stati incaricati di trattare l’affare, si guardino bene da qualsiasi disonestà.
5. Si ricordino sempre di Anania e Safira, per non correre il rischio che la morte, subita da quelli nel corpo,
6. colpisca le anime loro e di tutte le persone, che hanno comunque defraudato le sostanze del monastero.
7. Però nei prezzi dei suddetti prodotti non deve mai insinuarsi l’avarizia,
8. ma bisogna sempre venderli un po’ più a buon mercato dei secolari
9. “affinché in ogni cosa sia glorificato Dio”.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

10 aprile

10 agosto

10 dicembre

Capitolo LVI – La mensa dell’abate – 1, 3

Capitolo LVI – La mensa dell’abate – 1, 3

1. L’abate mangi sempre in compagnia degli ospiti e dei pellegrini.
2. Ma quando gli ospiti sono pochi, può chiamare alla sua mensa i monaci che vuole.
3. Sarà bene tuttavia lasciare uno o due monaci anziani con la comunità per il mantenimento della disciplina.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

9 aprile

9 agosto

9 dicembre

Capitolo LV – Gli abiti e le calzature dei monaci  – 15, 22

Capitolo LV – Gli abiti e le calzature dei monaci – 15, 22

15. Per la fornitura dei letti poi bastino un pagliericcio, una coperta di grossa tela, un coltrone e un cuscino di paglia o di crine.
16. I letti, però, devono essere frequentemente ispezionati dall’abate, per vedere se non ci sia nascosta qualche piccola proprietà personale.
17. E se si scoprisse qualcuno in possesso di un oggetto che non ha ricevuto dall’abate, sia sottoposto a una gravissima punizione.
18. Ma, per strappare fin dalle radici questo vizio della proprietà, l’abate distribuisca tutto il necessario
19. e cioè: cocolla, tonaca, calze, scarpe, cintura, coltello, ago, fazzoletti e il necessario per scrivere, in modo da togliere ogni pretesto di bisogno.
20. In questo, però, deve sempre tener presente quanto è detto negli Atti degli Apostoli e cioè che “Si dava a ciascuno secondo le sue necessità”.
21. Quindi prenda in considerazione le particolari esigenze dei più deboli, anziché la malevolenza degli invidiosi.
22. Comunque, in tutte le sue decisioni si ricordi del giudizio di Dio.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

8 aprile

8 agosto

8 dicembre

Capitolo LV – Gli abiti e le calzature dei monaci  – 1, 14

Capitolo LV – Gli abiti e le calzature dei monaci – 1, 14

1. Bisogna dare ai monaci degli abiti adatti alle condizioni e al clima della località in cui abitano,
2. perché nelle zone fredde si ha maggiore necessità di coprirsi e in quelle calde di meno:
3. il giudizio al riguardo è di competenza dell’abate.
4. Comunque riteniamo che nei climi temperati bastino per ciascun monaco una tonaca e una cocolla,
5. quest’ultima di lana pesante per l’inverno e leggera o lisa per l’estate;
6. inoltre lo scapolare per il lavoro e come calzature, scarpe e calze.
7. Quanto al colore e alla qualità di tutti questi indumenti, i monaci non devono attribuirvi eccessiva importanza, accontentandosi di quello che si può trovare sul posto ed è più a buon mercato.
8. L’abate però stia attento alla misura degli abiti, in modo che non siano troppo corti, ma della taglia di chi li indossa.
9. I monaci che ricevono gli indumenti nuovi, restituiscano i vecchi, che devono essere riposti nel guardaroba per poi distribuirli ai poveri.
10. Infatti a ogni monaco bastano due cocolle e due tonache per potersi cambiare la notte e per lavarle;
11. il di più è superfluo e dev’essere eliminato.
12. Anche le calze e qualsiasi altro oggetto usato dev’essere restituito, quando ne viene assegnato uno nuovo.
13. I monaci, che sono mandati in viaggio, ricevano dal guardaroba gli indumenti occorrenti, che restituiranno poi lavati al ritorno.
14. Anche le cocolle e le tonache per il viaggio siano un po’ migliori di quelle portate usualmente; gli interessati le prendano in consegna dal guardaroba, quando partono, e le restituiscano al ritorno.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

7 aprile

7 agosto

7 dicembre