Un vecchietto malato venne dimesso dall’ospedale

Un vecchietto malato venne dimesso dall’ospedale

Un vecchietto malato venne dimesso dall’ospedale, perché i medici lo consideravano “spacciato” e vollero che passasse i suoi ultimi giorni in famiglia.

A distanza di qualche mese le sue condizioni fisiche erano inspiegabilmente migliorate, a tal punto che la figlia pensò si trattasse di un miracolo. Scoprì solo in seguito che il padre aveva interpretato le sue dimissioni come segno inequivocabile di guarigione. Questa sua convinzione influì a tal punto da stimolare la sua ripresa biologica. Il rovescio della medaglia avvenne quando l’anziano seppe che il vero motivo era l’opposto e lo credevano senza speranza. Saputo questo, purtroppo, morì dopo qualche settimana.

Questo è il grande potere del silenzio. In ipnosi le pause hanno un ruolo fondamentale.

Volete fare un test? [pausa di tre secondi] Volete attrarre l’attenzione? [pausa di tre secondi]

Fate una domanda e poi silenzio? Contate fino a tre e riprendete la conversazione. Le persone vi seguiranno a bocca aperta.

Le pause sono silenzio assoluto, nessun suono si deve sentire: silenzio profondo e con un taglio netto, secco. Il prolungamento dell’ultima parola nella frase nella frase non è silenzio. [silenzio assoluto: uno, due, tre secondi].

Molte persone non riescono a negoziare bene perché non sono in grado di stare in silenzio.

Metodo Bates. Qualcosa di stupendo.

Metodo Bates. Qualcosa di stupendo.

In questi giorni ho lavorato con persone stupende, nuovi amici per migliorare la nostra vista.

Ho conosciuto persone che portavano occhiali ed erano miopi, a cui mancavano 7,5 diottrie da un occhio e 8 dall’altro e non volendo fare operazioni; hanno iniziato a lavorare con il metodo Bates e oggi gli occhiali sono solo un ricordo.

Il corso non è stato solo interessante. Di più. Molto di più e ve lo dice uno come me che ha studio e si è diplomato in ottica.

Conobbi questo metodo sei anni fa grazie a Giorgio Ferrario e l’associazione Sophie, devo fare i complimenti alla caparbietà e all’etica di questa persona – Giorgio – e dei suoi collaboratori.

Il principio del metodo Bates è quello di educare la nostra vista naturalmente.

L’oculista statunitense William Horatio Bates agli inizi del ventesimo secolo ha messo a punto una serie di tecniche base su: Rilassamento, memoria, immaginazione, movimento e la relazione fra visione centralizzata e periferica.

È un metodo olistico, e il suo uso elimina le cause che hanno provocato, nella persona, i problemi visivi.

Lo sapevate che l’occhio è l’unico organo del nostro corpo che no cresce mai. Nasciamo con una leggera miopia dovuta al fatto che la scatola cranica è piccola; lo sapevate che il cristallino è l’unica parte del corpo che cresce sempre di più: il principio della crescita è come quello della cipolla.

I principi fondamentali della nostra vista sono:

  • Movimento
    • Il sistema visivo nasce sano (la maggior parte delle volte) è sempre in movimento.
    • Strain, è invece lo sforzo che viene fatto per vedere e questa è la base della maggior parte del peggioramento della nostra vista..
  • Rilassamento
    • il principio fondamentale è che non vi sia sforzo. L’assenza totale di tensione e di sforzo nella fase del “vedere”. Il sistema visivo è completamente rilassato quando si vede senza sforzo; non ci si stanca di “vedere” proprio per questa ragione.
  • Memoria ed Immaginazione
    • Sono una componente fondamentale per vedere bene. La Mente vede, immagina, ricorda, ciò che gli occhi guardano. L’uso in sincronia crea una condizione indispensabile per vedere bene.
  • Relazione fra visione centralizzata e periferica
    • La “visione centralizzata” (visione della fovea e della macula) e “visione periferica” (visione della retina).
    • Nella visione centralizzata riusciamo a vedere una piccola porzione veramente nitida, mentre tutto il resto non è a fuoco..
    • Con il giusto livello di rilassamento, di movimento, integrazione della memoria ed immaginazione visiva, riusciamo a vedere in modo perfetto.

A disposizione per consigli contattatemi: ho trovato molto punti interessanti che approfondirò presto legati all’argomento che ho sposato: l’ipnosi.

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Quando l’ipnosi può aiutare a migliorare la comunicazione

Quando l’ipnosi può aiutare a migliorare la comunicazione

Articolo da l’Eco di Bergamo del 2017 07 11 pag. 16

Quando l’ipnosi può aiutare a migliorare la comunicazione

IL PERSONAGGIO GIANBATTISTA GUALDI

Quali sono le potenzialità della nostra voce per arrivare al cuore delle persone? Come lasciare un segno indelebile di qualcosa di meraviglioso in qualunque relazione si intreccino i diversi aspetti della nostra vita? E ancora, quali sono le potenzialità della nostra mente per creare fiducia in noi stessi? Di tutto questo, ma di molto altro ancora, si occupa la Comunicazione emozionale un progetto nato “dall’idea di donare degli strumenti innovativi” per creare relazioni di fiducia attraverso una comunicazione efficiente, ed efficace, da spendere nei più diversi contesti, da quello lavorativo a quello familiare.

Il progetto è stato illustrato nei giorni scorsi al Centro congressi Giovanni XXIII da Gian Battista Gualdi, anima e corpo del progetto stesso. Diverse sono le categorie di persone che, grazie a una comunicazione più efficace, possono ottenere risultati significativi, da chi deve parlare in pubblico a chi deve gestire un gruppo classe con particolare riguardo alla capacità di ascolto e di abilità di ogni studente, a chi, nell’ambito famigliare, vuole creare una relazione di fiducia. Un po’ Pnl (la programmazione-neuro -linguistica un sistema di terapia alternativa che cerca di istruire le persone all’auto consapevolezza e alla comunicazione efficace e a cambiare i propri schemi di comportamento mentale ed emozionale) un po’ tecnica che fa ricorso a quello che uno stato mentale nel quale ciascuno di noi si ritrova senza esserne consapevole, il progetto di Comunicazione emozionale fa ricorso anche ipnosi: “Quando ci si sveglia alla mattina con in testa la soluzione a un problema al quale avevamo pensato tutto ii giorno – spiega Gian Battista Gualdi – non è perché ci abbiamo “dormito sopra”, ma perché il cervello ha elaborato per noi la risposta in uno stato ipnotico, in uno stato inconscio.

Prima di tutto bisogna precisare che non esiste l’ipnosi, ma solo l’autoipnosi.

Lavorare con la mente significa proprio questo, vale a dire fornire alle persone quegli strumenti che consentono loro di ampliare la capacità di trasformare i sogni in obiettivi. Obiettivi che producono risultati. Se traduciamo tutto ciò in un contesto lavorativo vuol dire sviluppare la capacità di mettere in atto una Comunicazione che sia conveniente. Capisco le esigenze non espresse della persona che ho davanti, accolgo cioè un suo bisogno e trovo il modo di soddisfarlo, il tutto, si diceva, in un contesto lavorativo produce risultati, cioè business”.

Tiziana Sallese

Eco di Bergamo 2017 07 11 pag. 16

Eco di Bergamo 2017 07 11 pag. 16

Quando il cervello è in anticipo e decide cosa fare almeno sette secondi prima

Quando il cervello è in anticipo e decide cosa fare almeno sette secondi prima

L’inconscio è di sette secondi avanti

Altro che libero arbitrio, è il nostro inconscio a prendere le decisioni, prima ancora che noi realizziamo di averle prese. Il cervello “sa” in anticipo, circa sette/otto secondi, quale azione deve intraprendere, prima ancora che la persona sia consapevole della decisione stessa. Una scoperta sconcertante che arriva dalla Germania, dove un gruppo di ricercatori del Max Planck Institute per le scienze cognitive di Lipsia, guidati dal neuroscienziato John-Dylan Haynes, ha messo in discussione il principio di “libero arbitrio” nel corso del processo decisionale messo in atto dal soggetto.

Grazie a delle tecniche di risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno osservato che le aree del cervello deputate al controllo dell’azione, si attivano circa 10 secondi prima che intervenga la coscienza. L’esperimento ha coinvolto 14 volontari a cui è stato chiesto di premere un bottone a scelta con la mano destra o sinistra, indicando esattamente il momento in cui la decisione veniva presa.

 

Analizzando i risultati è emerso che la corteccia prefrontale, la parte del cervello coinvolta nelle decisioni, si ‘accende’ sette secondi prima che il soggetto decida di premere il pulsante. E poiché le tecniche di imaging scontano un ritardo di circa 3 secondi, i neuroscienziati ritengono che si possa parlare di un lasso di tempo di circa 10 secondi tra la decisione e la consapevolezza di averla presa.

“Sembra che le nostre decisioni”, ha spiegato John Dylan Haynes, “siano predeterminate dall’inconscio, come se il nostro cervello le prendesse prima di noi”.
Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, dicono gli autori, può servire a ‘leggere la mente’ in maniera più precisa: “Un giorno potrebbero esserci automobili in grado di capire con largo anticipo se il pilota vuole cambiare strada, ed eseguire da sole il comando”. L’uomo insomma è una semplice macchina biologica e si potrebbe pensare che la stragrande maggioranza delle nostre decisioni, avvengano in modo inconscio. Freud docet!.

Fonte tgcom24

https://sites.google.com/site/hayneslab/people/john-dylan-haynes

http://www.nature.com/neuro/journal/v11/n5/abs/nn.2112.html

 

 

Dio ama come una mamma – Buona Santa Pasqua

Dio ama come una mamma – Buona Santa Pasqua

Meravigliosa:Buona Santa Pasqua 

Nel pancione di una mamma c’erano due bambini.

Uno chiese all’altro: “Ma tu ci credi in una vita dopo il parto?”
L’altro rispose: “Certo! Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi”. “Sciocchezze” disse il primo “non c’è vita dopo il parto! Che tipo di vita sarebbe quella?”
Il secondo riprese: “Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora”.
Il primo replicò: “Questo è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale è tutto quello di cui abbiamo bisogno…e poi è troppo corto. La vita dopo il parto è fuori questione”.
Il secondo continuò ad insistitere: “Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo”.
Il primo contestó: “Sciocchezze, e inoltre, se c’è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel postparto non c’è nient’altro che oscurità, silenzio e oblio. Il parto non ci porterà da nessuna parte”.
“Beh, io non so” disse il secondo “ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi”.
Il primo rispose: “Mamma? Tu credi davvero alla mamma? Questo si che è ridicolo. Se la mamma c’è, allora, dov’è ora?”
Il secondo riprese: “Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere”.
Riprese il primo: “Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste”.
Al che il secondo rispose: “A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù”.

Buona Santa Pasqua

P.s.

Grazie scrittore ungherese per aver scritto queste parole e ha spiegato l’esistenza di Dio

Grazie Mauro per avermi scritto e fatto conoscere questo pensiero.

Grazie Papa Francesco e tutti gli uomini di buona volontà che ti adoperano per la PACE nel MONDO.

ipnosi in azienda

ipnosi in azienda

DATA ED ORARI

durata: 8 ore

Orari da definire

 

 

LUOGO

Bergamo

TRAINER

Gian Battista Gualdi
tel. 348 5555348
info@ipnosi.es

TARIFFA

Il corso singolo utente € 400,00 + iva

Il corso di gruppo per 8 utenti € 1.400,00 + iva

Il corso comprensivo di dispense didattiche

Vi siete mai chiesti quando Vi stanno manipolando? Usano l’ipnosi? Come funziona la conversAzione Ipnotica ConVincente

  • Cos’è e come funziona l’Ipnosi?
  • Il potere delle parole – “ne uccide più la lingua che la spada”
  • Studio pratico delle tecniche nella comunicazione e nel marketing
  • La parola e la comunicazione più bella che esiste. Qual è?
  • Il principio dell’ABS
  • Come Trattare gli altri e farseli amici
  • Analisi dei casi di successo

“La comunicazione di successo non è altro che ipnosi” Milton H. Erickson

L’ipnosi non esiste. Esiste solo l’autoipnosi.

bubbos   Ho cambiato di frequente il titolo di questo corso. Questo corso avrebbe potuto chiamarsi

  • Ipnosi conversazionale
  • Ipnosi ConVincente per vendere
  • L’arte dell’Ipnosi
  • Ipnosi per Vincere
  • Vincere e convincere
  • Comunicazione Ipnotica
  • Comunicazione ipnotica per vendere e venderSi
  • Ipnosi in azienda

Fondamentalmente è composto da tre moduli principali:

  • Attrarre l’attenzione – Fammi il filo
  • Bypassare la mente conscia – le tecniche per negoziare con la mente conscia
  • Stimolare l’inconscio – Tecniche della mente
Capire come far fare qualcosa ai nostri interlocutori è di fondamentale importanza. Si possono manipolare e manovrare le persone oppure si può riconoscere in loro il potere affinché facciano quello che vogliamo noi e di conseguenza anche loro. L’ipnosi ci indica questa strada; ovvero la capacità di far emergere le potenzialità che gli altri hanno. È molto semplice.

PROGRAMMA DEL CORSO

Principi dell’ipnosi e della comunicazione ipnotica, cosa sono?
Come riconoscerla e come riconoscere i soggetti. Come guidare un soggetto
Attrarre l’attenzione bloccare le interferenze
Cosa è il rapport in ipnosi e cosa sono i canali preferenziali della comunicazione
Il potere di dare e di conCedere il controllo
Le induzioni e le sue fasi: Imparare a concentrarsi e a visualizzare, creare un rilassamento totale, la ricerca delle risorse utili, il ritorno alle attività normali
Le tre fasi di ogni ipnosi:
• Attrarre l’attenzione. Quali sono i metodi?
o Rallentare. Le pause e gli stop, catturare l’attenzione
• Bypassare la mente conscia con le tecniche
o Campo affermativo, sovraccarico, confusione, shock
• Stimolare l’inconscio con le suggestioni e le induzioni
o Tre volte concetti e tre parole. Il dialogo; sei veramente il prescelto? L’uso di: Non, ma, però, se
o Il potere è sempre stato nelle parole
o Storie personali e metafore
• Tecniche (respiro, fissazione, immaginazione, anticipare, accelerare)
• Altre tecniche
esercizi pratici, Esercizi Pratici, ESERCIZI PRATICI

A CHI È RIVOLTO IL CORSO

Venditore – per accogliere un bisogno e per stimolare un desiderio
Manager – per motivare i propri collaboratori e condurre le trattative
Oratore – per inquadrare il pubblico subito coinvolgere qualsiasi platea
Mago e Mentalista – per attivare la comunicazione empatica con gli spettatori
Docente – per motivare la classe e sviluppare il potenziale e le abilità di ogni studente