Capitolo LXX – Divieto di arrogarsi la riprensione dei confratelli – 1, 7

Capitolo LXX – Divieto di arrogarsi la riprensione dei confratelli – 1, 7

1. Nel monastero si deve sopprimere decisamente ogni occasione di arbitri e di soprusi;
2. perciò dichiariamo che non è permesso ad alcuno di infliggere la scomunica o un castigo corporale a un confratello, senza l’autorizzazione dell’abate.
3. I colpevoli di tale trasgressione siano rimproverati alla presenza dell’intera comunità, affinché anche gli altri ne abbiano timore.
4. I ragazzi, però, rimangano fino a quindici anni sotto la disciplina e l’oculata vigilanza di tutti,
5. ma sempre con grande moderazione e buon senso.
6. Chi poi si arrogasse una qualsiasi autorità sugli adulti, senza il comando dell’abate, o si inquietasse irragionevolmente con i ragazzi, sia sottoposto alla punizione prevista dalla Regola,
7. perché sta scritto: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

28 aprile

28 agosto

28 dicembre

Capitolo LXIX – Divieto di arrogarsi le difese dei confratelli – 1, 4

Capitolo LXIX – Divieto di arrogarsi le difese dei confratelli – 1, 4

1. Bisogna evitare in tutti i modi che per qualsiasi motivo un monaco si provi a difendere un altro o ad assumerne in certo modo la protezione,
2. anche se ci fosse tra loro un qualsiasi vincolo di parentela.
3. I monaci si guardino assolutamente da un simile abuso, che può costituire una pericolosissima occasione di disordini o di scandali.
4. Se qualcuno trasgredisse queste norme, sia punito con la massima severità.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

27 aprile

27 agosto

27 dicembre

Capitolo LXVIII – Le obbedienze impossibili – 1, 5

Capitolo LXVIII – Le obbedienze impossibili – 1, 5

1. Anche se a un monaco viene imposta un’obbedienza molto gravosa, o addirittura impossibile a eseguirsi, il comando del superiore dev’essere accolto da lui con assoluta sottomissione e soprannaturale obbedienza.
2. Ma se proprio si accorgesse che si tratta di un carico, il cui peso è decisamente superiore alle sue forze, esponga al superiore i motivi della sua impossibilità con molta calma e senso di opportunità,
3. senza assumere un atteggiamento arrogante, riluttante o contestatore.
4. Se poi, dopo questa schietta e umile dichiarazione, l’abate restasse fermo nella sua convinzione, insistendo nel comando, il monaco sia pur certo che per lui è bene così
5. e obbedisca per amore di Dio, confidando nel Suo aiuto.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

26 aprile

26 agosto

26 dicembre

Capitolo LXVII – I monaci mandati in viaggio – 1, 7

Capitolo LXVII – I monaci mandati in viaggio – 1, 7

1. I monaci, che sono mandati in viaggio, si raccomandino alle preghiere di tutti i confratelli e dell’abate;
2. e nell’orazione conclusiva dell’Ufficio divino si ricordino sempre tutti gli assenti.
3. Quelli, poi, che rientrano, nel giorno stesso del loro ritorno si prostrino in coro al termine di tutte le Ore canoniche,
4. implorando dalla comunità una preghiera per riparare le mancanze eventualmente commesse durante il viaggio, guardando o ascoltando qualcosa di male o perdendosi in chiacchiere.
5. E nessuno si permetta di riferire ad altri quello che ha visto o udito fuori del monastero, perché questo sarebbe veramente rovinoso.
6. Se poi qualcuno si provasse a farlo, sia sottoposto al castigo previsto dalla Regola.
7. Allo stesso modo sia punito chi osasse oltrepassare i confini del monastero o andare in qualunque luogo o fare qualsiasi cosa, sia pur minima, senza il consenso dell’abate.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

25 aprile 25 agosto 25 dicembre
Capitolo LXVI – I portinai del monastero – 1, 8

Capitolo LXVI – I portinai del monastero – 1, 8

1. Alla porta del monastero sia destinato un monaco anziano e assennato, che sappia ricevere e riportare le commissioni e sia abbastanza maturo da non disperdersi, andando in giro a destra e a sinistra.
2. Questo portinaio deve avere la sua residenza presso la porta, in modo che le persone che arrivano trovino sempre un monaco pronto a rispondere.
3. Quindi, appena qualcuno bussa o un povero chiede la carità, risponda: “Deo gratias!” Oppure: “Benedicite!”
4. e con tutta la delicatezza che ispira il timor di Dio venga incontro alle richieste del nuovo arrivato, dimostrando una grande premura e un’ardente carità.
5. Lo stesso portinaio, se ha bisogno di aiuto, sia coadiuvato da un fratello più giovane.
6. Il monastero, poi, dev’essere possibilmente organizzato in modo che al suo interno si trovi tutto l’occorrente, ossia l’acqua, il mulino, l’orto e i vari laboratori,
7. per togliere ai monaci ogni necessità di girellare fuori, il che non giova affatto alle loro anime.
8. Infine vogliamo che questa Regola sia letta spesso in comunità, perché nessuno possa giustificarsi con il pretesto dell’ignoranza.

Questa parte della Regola viene letta dai monaci in queste date:

24 aprile

24 agosto

24 dicembre

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